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Scuole di ballo, dal 25 maggio si riparte, ma come?

Palestre e scuole danza potranno riaprire dal 25 maggio 2020 (tranne la Lombardia). Ma seguendo rigide linee guide. Vi elenchiamo le più importanti, che vi permetteranno di avere un quadro generale della situazione che si vivrà a partire dal prossimo lunedì.

L’ingresso all’interno delle palestre sarà limitato e nelle scuole di ballo più piccole si potrà accedere solo su appuntamento. Bisognerà dare una adeguata informazione sulle tutte le misure di prevenzione da adottare e redigere un programma delle attività il più possibile pianificato (es. con prenotazione) e regolamentare gli accessi in modo da evitare condizioni di assembramento e aggregazioni. I responsabili delle scuole di ballo dovranno tenere, per almeno 14 giorni, l’elenco di tutte le persone che hanno frequentato la loro scuola.

Bisognerà organizzare gli spazi negli spogliatoi e docce in modo da assicurare le distanze di almeno 1 metro (ad esempio prevedere postazioni d’uso alternate o separate da apposite barriere), e qualora non fosse possibile gli spogliatoi e gli spazi comuni verranno chiusi e per questo sarà necessario arrivare già in tenuta sportiva.

La distanza da rispettare con l’insegnante sarà almeno di 2 metri e si pensa che lo spazio a disposizione di ciascuno debba essere almeno di 7 metri quadrati.

Le strutture dovranno munirsi di dispenser per il disinfettante e tutti gli attrezzi dovranno essere sanificati dopo l’uso.

Ai clienti potrà venire misurata la temperatura corporea e a chi avrà più di 37,5, sarà negato l’accesso.

Bisognerà garantire periodicamente l’aerazione naturale nell’arco della giornata in tutti gli ambienti dotati di aperture verso l’esterno, dove sono presenti postazioni di lavoro, personale interno o utenti esterni (comprese le aule di udienza ed i locali openspace), evitando correnti d’aria o freddo/caldo eccessivo durante il ricambio naturale dell’aria.

Ecco alcune, ma non sono tutte, linee guide da rispettare per poter riaprire, tra indicazioni sull’igiene che già molte scuole adottavano fino alla difficoltà nel mantenere le distanze in discipline dove il contatto o comunque la vicinanza, è uno dei fattori chiave.

Con queste indicazioni chi e quanti potranno davvero riaprire?

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La danza che unisce e supera gli ostacoli

Il progetto “Dance Beyond the Limits” nasce dall’idea dei Maestri e Coreografi Ivan Zappetti e Genny Godano, direttori della scuola di ballo caraibico “ASD Ivan&Genny Dance School” di Torino, di creare un percorso formativo che unisca ragazzi diversamente abili, nella fattispecie con la Sindrome di Down, e ragazzi competitori della medesima associazione sportiva.
La possibilità di conoscersi reciprocamente, condividendo un percorso ludico-didattico finalizzato alla creazione di uno spettacolo da presentare al pubblico, si unisce alla volontà di utilizzare nuove tecnologie di interazione, come laser e proiezioni 3D, con un forte impatto emotivo.
Lo spettacolo è un connubio di danza e tecnologia che cerca di narrare la storia del superamento dei propri limiti, dell’accettazione di sé, non come condizione di svantaggio, ma come possibilità di scoprire, attraverso la danza, le caratteristiche che rendono unico e
speciale ciascun soggetto.
“Il progetto realizzato finora si è dimostrato un’esperienza di grande aiuto per i nostri ragazzi che stanno sviluppando nuove abilità attraverso il ballo, eliminando le barriere e creando unione con i ragazzi normodotati, confermando così un senso di appartenenza ad un gruppo speciale.
L’Italia, come tutti ovviamente sappiamo, sta affrontando un’emergenza sanitaria senza precedenti. La conseguente chiusura di tutte le associazioni sportive dilettantistiche, ha causato l’interruzione forzata delle attività dei nostri ragazzi, impedendo loro di frequentare la scuola e di continuare il loro percorso di crescita personale, agevolato dall’interazione con il gruppo.
Per poter continuare a svolgere questo progetto, sostenendo le numerose spese ad esso correlate, abbiamo la necessità di raccogliere fondi. A tale scopo, è stata attivata una campagna di fundraising, promossa sui canali Facebook e Instagram del progetto stesso e siamo alla ricerca di nuovi canali pubblicitari ed eventuali sponsor.
Noi pensiamo alla nostra Associazione come ad una grande famiglia che permette a questi ragazzi di vivere esperienze importanti. La gioia che ci trasmettono i loro occhi ci fa comprendere quanto sia importante per loro quest’iniziativa e vorremmo davvero che nei
prossimi mesi, a emergenza sanitaria rientrata, si possa tornare a realizzare questo spettacolo unico ed emozionante”.

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Enzo Conte e la Salsa, una passione a 360°

Musicista, scrittore, ballerino e coreografo, come è nata la tua storia d’amore con la salsa?

Il mio amore per la salsa è il frutto della mia passione per la musica, per il ballo ma soprattutto per i viaggi.
Ho conosciuto la salsa nel 1988, all’epoca in cui facevo il pianista in un piano bar di New York. Durante una delle mie scorribande notturne varcai la soglia del mitico Copacabana, all’epoca ritrovo della comunità latina della Grande Mela, e fu subito amore…

Il tuo libro “Salsa, il Tropico dell’Anima”, è il primo volume italiano sulla storia della salsa. Come è nato e che riscontro ha avuto?

Quando mi appassiono di qualcosa vivo quella passione intensamente, a 360 gradi, per cui ho sentito il bisogno di andare alla radice ed ho cominciato a viaggiare in tutti quei paesi che hanno contributo alla evoluzione della salsa.
Viaggio dopo viaggio ho raccolto una immensa bibliografia e quando mi sono accorto che in italiano non c’era nessun libro sulla storia della salsa ho pensato di colmare io quel vuoto, approfittando di un’altra mia passione: quella della scrittura.
Il libro ha avuto subito un ottima accoglienza. L’ho pubblicato nel 1995 ma ancora oggi c’è tanta gente che me lo richiede.

Dopo ci sono state altre pubblicazioni, ce ne parli?


Nel 1997 ho pubblicato “La Salsa Portoricana”, un libro che in realtà era un metodo didattico-storico. Una cosa davvero innovativa perché per la prima volta, in una epoca in cui c’era ancora molta improvvisazione, si poneva il problema di come e cosa insegnare.
Nel 2002 ho invece pubblicato “Salseando y Bailando” un libro che descrive l’evoluzione del ballo afro-latino-caraibico dal danzon alla salsa analizzando anche il suo contesto sociale.
Nel 2010 ho pubblicato “La Salsa sulla rotta Puerto Rico-New york”, un libro che è piaciuto molto anche nella isla del encanto visto che parla molto anche del folklore portoricano.
Infine nel 2013 ho pubblicato un altro libro molto importante “L’Arte di Insegnare”. Anche questo è frutto delle mie passioni, dei miei viaggi, di tutte quelle esperienze di vita che ho maturato in questi anni erranti.
Ho voluto scrivere qualcosa che fosse d’aiuto per tutti quei temerari intenzionati a percorrere i tortuosi sentieri che conducono all’arte della maestria.
Tutti i libri sono disponibili sul mio sito www.enzoconte.it

Nel 2000 sei entrato a far parte degli Jala Jala dancers, diventando così il primo ballerino italiano ad esibirsi a Puerto Rico con un gruppo interamente portoricano.
Ci racconti come si è concretizzata quest’avventura?

Ho conosciuto Papito Jala Jala nel 1994 direttamente a Puerto Rico e da allora mi sono innamorato del suo stile e di quello dei suoi fantastici Jala Jala dancers. Ho cominciato così ad insegnare e a diffondere quello stile anche in Italia organizzando allo stesso tempo le tournée sia di Papito che dei vari componenti del suo gruppo.
Nel frattempo tutte le estati andavo a Puerto Rico a per cercare di impadronirmi sempre di più delle chiavi del loro sabor.
Ricordo che l’estate del 2000 ebbi l’opportunità di partecipare a tutte le prove che Los Jala Jala dancers facevano in vista di una esibizione in programma a fine agosto con l’orchestra di Tommy Olivencia.
Prima di quel concerto era prevista una esibizione anche alla Festa patronale di Loiza e così, il giorno prima, nel decidere le coppie che avrebbero partecipato a quello spettacolo, Papito disse davanti a tutti: “Enzo, domani tu balli con Janet”.
Me lo disse così, senza neanche avvisarmi prima, regalandomi una grande gioia, perché da sempre il mio sogno era quello di potermi esibire con loro, con i miei idoli e direttamente a Puerto Rico..

E a Puerto Rico ti sei esibito insieme a cantanti importanti del panorama salsero…

Dopo quella prima volta ho avuto la possibilità di ballare direttamente sul palco con altri grandi orchestre come appunto Tommy Olivencia, El Gran Combo de Puerto Rico, La Sonora Poncena ma anche con grandi cantanti come Cheo Feliciano, José Ernesto Parra ( con cui ci siamo esibiti anche in un importante programma televisivo portoricano “Lo show del Mediodia”). Invece con Gilberto Santa Rosa ho avuto modo di ballare qui in Italia.
Quando sei sul palco a ballare con quei grandi artisti ti sembra davvero di toccare il cielo con un dito!!!

Come è cambiato il mondo della salsa dagli anni ’90 a oggi?

Proprio in questi giorni sto scrivendo un nuovo libro “Storia e storie della Salsa in Italia” che racconta di come e quanto sia cambiato questo mondo.
All’epoca era un piccolo microcosmo dominato dalla musica dal vivo, dalla presenza di una forte comunità latino-americana e soprattutto dalla passione e dall’entusiasmo disinteressato per quella che non era solo una musica ma anche un modo di affrontare la vita con sempre un sorriso sulle labbra.
Con l’esplosione del boom tutto questo si è perso in nome del business. Oggi a dominare questo mondo sono le scuole di ballo che se da un lato hanno saputo arruolare sempre nuovi adepti dall’altra hanno fatto perdere l’innocenza, la bellezza e la purezza delle origini.

Quanto è importante, secondo te, conoscere la tradizione o pensi si debba guardare solo alle novità?

Io sono del parere che è assolutamente importante, non solo rifarsi alla tradizione ma avere sempre come riferimento quello che succede nei paesi di origine. Intendo dire che per me la Salsa non è mai stata l’Italia. Io quando penso alla salsa la vedo sempre come una espressione tipica di quei popoli che, nel tempo, ho imparato così tanto ad amare. Per cui vanno bene anche le evoluzioni ma sempre nel rispetto della tradizione e quest’ultima la devi conoscere se la vuoi innovare.

Data la tua lunga esperienza, quale pensi sia l’approccio giusto per entrare a far parte di questo mondo?

Sarebbe bello poter tornare allo spirito delle origini. Io mi ricordo che quando a Roma ho cominciato a frequentare il mondo della salsa, vivevo ancora a Formia ma pur di non perdermi quelle serate il più delle volte dormivo in macchina in uno spiazzale dalle parti del Testaccio. Ma era una cosa che facevo volentieri perché in quelle serate c’era davvero una adrenalina, un clima di condivisione, di fratellanza ma soprattutto c’era la voglia di divertirsi, di ballare con tutti senza farsi troppi problemi. Ecco credo che sarebbe importante che chi si avvicini a questo mondo, oggi fatto anche di ombre e non solo di luci, lo faccia con quello spirito.

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Mom’s Day con Yanet Fuentes, straordinaria ballerina che ha danzato anche con Shakira

È la festa della mamma e tu lo sei diventata da poco, cosa significa essere mamma e ballerina?
Beh, essere una madre e una ballerina mi fa sentire completa. Significa che posso veramente essere quello che ero destinata ad essere in questa vita.

It is Mother’s Day and you have recently become it, what does it mean to be a mother and a dancer?
Well, to be a mother and a dancer it makes me feel complete. It means I can really fully be what I was meant to be in this life.

Sei una ballerina di diversi tipi di danza, cosa rappresenta ogni stile per te?
Ogni stile di danza mi dà l’opportunità di esplorare me stessa ed esprimere i miei sentimenti in molti modi diversi . . È come avere molte versioni di me.

You are a dancer of different types of dance, what does each style represent for you?
Each style of dance gives me the opportunity to explore my self and express my feelings in many different type of ways . . Is like having many versions of me.

Sei stata vincitrice ai Tropicana World salsa championship, ci racconti quei momenti?
Wow, è accaduto un po’ di tempo fa, ma sicuramente lo ricordo come se fosse ieri. Ognuno di quei momenti è stato (senza dubbio) impagabile. Ero arrivata nel Regno Unito non molto tempo prima del mio primo Tropicana World Salsa Championship ed è difficile descrivere con le parole quella grande sensazione di successo.

You were a winner at the Tropicana World salsa championship, can you tell us about those moments?
Wow, that was now a while ago but I can surely remember it as if it was just yesterday .. each one of those moments were (without a doubt) priceless. I had arrived to the UK no long before my first Tropicana World Salsa Championship and that great feeling of achievement I can not describe with words.
 

Sei anche stata ballerina di cantanti di fama mondiale, come Shakira, com’è lavorare con personaggi così popolari?
Sì ho ballato per pochi cantanti famosi, e Shakira mi è molto cara. Non è solo una grande artista ma anche una fantastica persona che rende molto facile e piacevole lavorare per lei.

 Have you also been a dancer with world-famous singers, like Shakira, what is it like working with such popular characters?
Yes I have danced for few famous singers, and yes Shakira is for sure very dear to my heart.  She is not just a great artist but also a fantastic human which makes very easy and pleasant to work for her.

Anche il tuo compagno è ballerino, quanto è importante condividere la stessa passione?
Sì siamo entrambi ballerini, per noi condividere la stessa ‘Pasión’ funziona davvero bene. Siamo entrambi molto critici sul nostro lavoro, ci piace sempre offrire la migliore versione di noi stessi e ci aiutiamo a vicenda quando si tratta di idee, ecc… Edwar è un ballerino di grande talento, a volte penso che non se ne sia nemmeno reso conto… Sono sicuramente la sua più grande fan.

Your partner is also a dancer, how important is it to share the same passion?
Yes we are both dancers, For us sharing the same pasión works really well. We are both very critical of our work, we always like to offer the best version of our selfs and we help each other a lot when it comes to ideas etc… Edwar is an extremely talented dancer, sometimes I don’t think he even realised him self ☺️…  I am definitely his biggest fan.

Adesso una nuova avventura, la maternità, come lo vedi il vostro futuro?
(ride) Più che una nuova avventura direi che è una bella realtà. Vedo il mio futuro molto luminoso con il mio bambino e il mio fidanzato. Vedo tanti sorrisi e abbracci, un sacco di tempo in famiglia e tantissimi viaggi aerei, saltando da un lavoro all’altro, per il mio bambino con mamma e papà.

Now a new adventure, motherhood, how do you see your future?
Hahah , more than a new adventure I would say it’s a beautiful reality ..  I see my future very bright with my baby and fiancé . I see lots of smiles and hugs , lots of family time and lots of planes trips jumping from one job to another for my baby with mummy and daddy.

E se un giorno tuo figlio ti dicesse che vuol fare il ballerino?
Sosterrei sempre qualsiasi cosa decida davvero di diventare nella vita, ma capisco pienamente che la vita dei ballerini non è facile, non importa quanto sia bella. Non basta essere un buon ballerino, bisogna essere all’interno del meglio del meglio … quindi, se decide di fare qualcos’altro per vivere sarò felice ugualmente.. L’amore e il sostegno di una mamma sono incondizionati.

What if one day your son tells you he wants to be a dancer?
I would always support whatever he really decides to become in life , but I fully understand that dancers life isn’t easy no matter how beautiful it is .. it’s not enough to be a good dancer, you have to be within the best of the best… so, if he decides to do something else for a living I will be happy as well.  Mother’s love and support is unconditional.

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Insieme balliamo per sostenere gli infermieri nella lotta al Covid-19

Together We Can Dance, è il progetto che coinvolge (sempre virtualmente) le persone in una grande coreografia di danza, sulle note del brano Coincidance.

La coreografia, creata da Tommassini, è stata realizzata da professionisti e non, che si sono collegati sul sito togetherwedance.it per imparare i passi e poter inviare la loro coreografia.

E per ogni video ricevuto, Aperol donerà 100 euro al fondo di solidarietà #NoiConGliINfermieri messo in atto da Fnopi-Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche, per sostenere tutti gli infermieri – insieme alle loro famiglie – impegnati in prima persona nell’emergenza Covid-19.

Pronti a ballare?

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Gli abiti da ballo: un mondo di sfavillante bellezza. L’intervista a Claudia Pagliuca

Il mondo del ballo è pieno di mille sfaccettature e di tantissime maestranze che vi ruotano attorno. Una di queste è il mondo di chi confeziona quei meravigliosi abiti con cui i ballerini volteggiano per uno spettacolo o per conquistare i primi posti alle gare.

Noi abbiamo intervistato Claudia Pagliuca, titolare della DANCE WITH ME (DWM) di Chivasso che realizza vestiti per i ballerini più importanti del panorama nazionale e non solo. Con lei lavorano anche le sorelle Gloria ed Elena, e un’altra collaboratrice, da poco entrata nel team, Irene.

La creatività, quanto conta in questo mondo? E da dove
nasce l’idea di un nuovo abito?

La creatività è la base ( aggiungerei anche lo studio continuo del
modello e del cucito, punti fondamentali) ma si può prendere spunto
da qualsiasi cosa, da un paesaggio, dai colori, dalla moda stessa,
dalla musica e dalla coreografia .
Gli abiti da campionario, sono abiti che confezioniamo con le nostre
idee, che rappresentano il nostro stile, il nostro modo di vedere la
danza; a volte partiamo da un tessuto particolare, da un accessorio
o anche solo da un tipo di strass, una forma strana piuttosto che un
nuovo colore e così via.
Poi ci sono gli abiti confezionati sulla persona, è uno studio diverso,
va eseguito sul ballerino, come un guanto; deve valorizzare chi lo
indossa, seguire il suo gusto e il suo stile, la sua seconda pelle, ma
vengono da “te “ quindi vogliono anche il nostro stile e si lavora
insieme diventando un tutt’uno.

Come nasce l’idea di creare abiti da ballo?
Sono cresciuta con un ballerino di danze latino americane sotto
casa, Giacomo Micalizzi. Mi sono appassionata all’età di 5 anni, per me non era possibile poter gareggiare, ma mi sono innamorata di quel mondo, fatto di piume, decorazioni, colori e soprattutto di Swarovski, paillettes e lustrini (amo tutto ciò che luccica) e gli promisi che un giorno avrei creato io i suoi abiti.
Dovevo entrare in questo mondo, volevo creare abiti prettamente per le danze latine americane e danze caraibiche, cosi frequentai dei corsi di taglio e cucito all’età di 14 anni e dopo le scuole medie frequentai una scuola professionale a Torino qualificandomi come
Operatore dell’abbigliamento.
Lavoro in questo mondo dal 2003 (dall’età di 18 anni ), tra alti e bassi, tra continui studi e sperimentazione di nuovi materiali, ricercando sempre una qualità migliore, sia nei materiali che nelle tecniche di confezionamento.

Non si smette mai di imparare!

Quali emozioni regala confezionare abiti da ballo, rispetto a un ‘normale’ vestito?
E’ tutto un altro mondo, ogni abito da ballo realizzato mi fa ricordare quanto amo il mio lavoro.
Dall’obbligatorio che indossano i bambini che mettono piede per la prima volta in pista, al professionista di livello mondiale che porta le tue creazioni per tutto il mondo. Ti senti lì con loro, sei in pista o su quel palco anche tu e sai che la riuscita di quella performance in un
certo senso è anche tua, perché hai creato quel qualcosa per farli sentire bellissimi e perfetti.

Quali sono i ballerini più famosi che avete avuto il piacere di vestire?
Non vorrei dimenticare nessuno.
SIMONE SAN FILIPPO TABO e SERENA MASO
JESUS APONTE
TANIA CANNARSA
CHARLIE GARCIA
FIORELLA FRANCESCHINI
ADDY MENDOSA e YUNIEL GUAL
YENI MOLIET
MICAEL FONTS
SANTIAGO BALDONCINI
AMNERIS MARTINEZ
ADOLFO INDACOCEA
HENDY MARIEL
KIRENIA CANTIN DIAZ
ROLY MADEN
ENERIS
SHEILA DE JESUS
FELIPE POLANCO
DENISE DENARO
ENZO LISTONE
MATTEO LOS HERMANOS
MARCO FERRIGNO
KAREL FLORES
GIACOMO MICALIZZI
DENISSA CAMBRIA
SIMONE GIORGIO
REBECCA VACCHINA
IVAN E GENNY
BARBARA JAMINEZ
MARIANO NERIS E BELLA MALEKIAN
LORENITA
SARA SHATERI
ALY-Z
DENISE NAPOLI
DAVIDE MARANGON

E chi è quel professionista che desiderate vestire?
Tutti i professionisti sono importanti e, onestamente, vorremmo arrivare a vestirli tutti, sia nel campo delle danze caraibiche sia in quello delle latine.

I tuoi 5 consigli per scegliere l’abito perfetto?
Noi consigliamo sempre di guardare foto di abiti da ballo, sposa, cerimonia, alta moda, immagini di scollature, di sgambature e via dicendo, di salvare quello che vi piace e portarlo al preventivo.
Da quel momento si parte per creare il vostro bozzetto.

  1. Visualizzare la propria body shape e capire quale taglio o modello va a valorizzarla, ovviamente in questo vi aiutiamo noi; se è il vostro primo abito vi facciamo provare i vari modelli per trovare quello più adatto a voi.
  2. Valutare il colore, bisogna scegliere un colore che valorizzi la figura e l’incarnato (in caso di effetto nudo, arricchire con luce e non
    lasciare mai l’effetto nudo troppo spoglio; risulterebbe volgare e non armonioso). Se l’abito è per la coppia usare un colore che possa andar bene per entrambi .
  3. Seguire i consigli dell’insegnante per valorizzare al meglio un movimento di bacino, piuttosto che di spalle; loro conoscono le vostre coreografie con i punti deboli e i punti di forza, per voi vogliono il massimo! ( passiamo ore e ore al telefono con i vostri insegnanti).
  4. Valutare il budget a disposizione e decidere le applicazioni da aggiungere all’abito; es frange al posto di canottiglie, in alternativa frange di strass o frange in lurex, piume, greche, rouge, volant strass Swarovski , strass preciosa o strass di qualità inferiore, pietroni o specchietti e altro ancora.
  5. Accessori. Tanti li trascurano, ma sono fondamentali per la completezza dell’abito, a volte l’accessorio può diventare l’abito stesso.

Per questo 2020 qual è il must have a cui ispirarsi?
Per il 2020 il must have è TUTTO SU UN VESTITO, balze, frange, greche, strass, specchietti, c’è un ritorno all’abito e non è più “solo” un body .

Qual è la vostra filosofia nel lavoro e nella vita?
AMA CIO’ CHE FAI E NON SMETTERAI MAI DI ESSERE FELICE.

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Oggi è la Giornata Mondiale della Danza

“L’arte può illuminare la nostra vita in questo momento buio. Facciamo entrare la danza e la bellezza nelle nostre giornate di lockdown perché è un’energia bella, positiva e luminosa”. E’ il messaggio di Roberto Bolle  in occasione della Giornata internazionale della Danza, che cade ogni anno il 29 aprile. Una giornata che, quest’anno è dedicata ad Alicia Alonso, icona e leggenda del balletto scomparsa lo scorso ottobre a 98 anni.

Il 29 aprile è il giorno in cui si celebra la nascita del balletto moderno grazie a Jean-Georges Noverre, ballerino e coreografo nato il 29 aprile del 1727, innovatore prima alla corte di Luigi XV e poi a Berlino, Strasburgo, Lione, Vienna, Stoccarda fino a tornare nella sua Parigi richiamato da Marie Antoinette che lo nomina maître de ballet dell’Opéra. Ed è per questo che da 28 anni questo è il giorno in cui in tutto il mondo si festeggia la danza e i suoi protagonisti.

Oggi per gli appassionati della danza la giornata è intensa. Stamattina dalle ore 11 con Eleonora Abbagnato hanno potuto assistere a una lezione a distanza, dalla sua casa di Ibiza dove sta trascorrendo la quarantena, con i danzatori del Teatro dell’Opera, ognuno naturalmente dalla propria abitazione.

Nel pomeriggio ci si sposta virtualmente a La Scala di Milano, dove a partire dalle ore 14 i primi Ballerini del Teatro saranno live sulla pagina Facebook del Teatro.

Tornando a Bolle, già da diversi giorni sul canale YouTube di Ondance, la manifestazione organizzata dal ballerino italiano, si aggiungono lezioni di ogni tipo di danza: dal balletto alle danze orientali, dal charleston al contemporaneo passando per la sbarra a terra e lo yoga per ballerini.

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Denise Denaro, talento e passione accanto a Felipe Polanco

La tua vita è una straordinaria avventura nell’universo della danza, ci racconti come tutto questo ha avuto inizio?

La mia formazione inizia da piccolissima nel mondo della danza classica e moderna. Sono cresciuta tra scuole di ballo e teatri e ancora oggi, pur avendo cambiato contesto artistico, gli studi di danza contemporanea proseguono con costanza. Il mio approccio alle danze caraibiche avviene quasi per caso nel 2004, prima come semplice appassionata poi come ballerina professionista e maestra.

Sei anche la ballerina di Felipe Polanco, un nome importante nel mondo della salsa, cosa significa per te?

Significa aver avuto un’opportunità unica, di quelle che ti capitano una volta nella vita. Collaborare con un ballerino del suo calibro significa avere accesso a un grande patrimonio artistico, culturale e musicale. È stata una crescita costante che ha influenzato anche le mie scelte artistiche al di fuori della coppia. Certamente affiancare Felipe significa anche avere una grande responsabilità, ma sono una che non molla.

Come è iniziato il tuo percorso con lui?

Nel 2011 Felipe inizia a lavorare a un nuovo progetto di coppia con Daria Mingarelli (ai tempi la mia maestra), che mi ha proposto come sostituta in caso di sua assenza per altri impegni. In realtà quello show lo ballai sempre io. Dopo circa sei mesi di lavoro Felipe mi chiese di consolidare la nostra collaborazione e da allora non ci siamo più lasciati.

Felipe a Parigi, tu a Torino, come combinate i vostri allenamenti?

Non è facile in effetti dobbiamo ottimizzare i tempi facendo la spola tra Parigi e Torino. Per gli show nuovi di solito impieghiamo 2 week end, uno per montare la coreografia e uno per metterla a punto, cercando di incastrare, dove possibile, prove costumi e lezioni. Nel frattempo mi sono abituata ad allenarmi da sola e a sfruttare tutti gli incontri di lavoro con lui per ritagliare momenti di prove.

Ballerina italiana apprezzata anche dai ‘latini’, come si conquista chi ha il ritmo latino nella propria storia e tradizione?

Credo che tentare di entrare in una cultura che per natura non ci appartiene sia molto difficile. In questi anni, grazie alla presenza costante di Felipe e allo studio con diversi artisti perlopiù latini, ho cercato di concentrarmi molto sull’aspetto musicale. Sicuramente le qualità tecniche e l’armonia dei movimenti sono fondamentali, ma la connessione con la musica lo è ancora di più. In primis rispettare il testo di una canzone (se c’è) dando una interpretazione attinente al tema. Altrettanto importante è imparare ad ascoltare ogni strumento per valorizzare la ricchezza di varietà ritmiche e melodiche tipiche della musica latina. Cercare di convertire il tuo corpo nello strumento stesso, ‘entrando’ davvero in un brano musicale piuttosto che ballarci sopra.

Stiamo vivendo un periodo particolare, come vedi la danza in questo momento? E soprattutto cosa sarà, secondo te, nel post emergenza?

La vedo bistratta già da molto tempo. A riprova di questo la continua chiusura di corpi do ballo a cui stiamo assistendo in questi anni in Italia. Nel settore caraibico le realtà che sopravvivono senza un secondo lavoro sono sempre meno. Oggi più che mai non siamo supportati! Siamo costretti in una realtà fatta di stereotipi, alimentati dalla scadente divulgazione o dalla mancata informazione. Oggi fare il maestro di ballo o il ballerino non è considerato un vero lavoro. In realtà la nostra carriera è davvero difficile da perseguire e nel post emergenza lo sarà ancora di più.

Vi lascio con un piccolo mantra

Non ho sete di potere, denaro o popolarità. So solo se una cosa è giusta o non lo è. E se lo è, la faccio a qualunque costo

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La Danza si muove! Picone e Abbagnato presentano un documento a Conte

Giuseppe Picone, direttore artistico della compagnia di balletto del Teatro San Carlo di Napoli, ed Elonora Abbagnato, direttrice corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma, hanno predisposto un documento per il risanamento della Danza da presentare al Governo Conte.

A darne notizia è proprio Picone tramite il suo profilo Facebook:

“Carissimi,
… ci tenevo a comunicarvi che sono in contatto con Eleonora Abbagnato per predisporre un documento di riapertura e risanamento del settore Danza ( Compagnie di Balletto, Scuole di danza private e non, Accademie, Licei Coreutici, Associazioni Culturali) attenendoci a tutte le attenzioni del caso, che sarà indirizzato, via PEC ,
al Presidente del Consiglio Sig.re Giuseppe Conte,
al Segretario Generale del Mibac Sig.re Salvatore Nastasi,
al Ministro per i beni e le attività culturali Sig.re Dario Franceschini,
al Presidente del CONI Sig.re Giovanni Malago’ , al Ministro per le politiche giovanili e lo sport Sig.re Vincenzo Spadafora, Presidenti di Regione, Sindaci e Sovrintendenti.
Anche i Maestri Frederic Olivieri, Manuel Legris e Davide Bombana firmeranno la suddetta proposta.
Vi terremo aggiornati sugli sviluppi, speriamo a breve.
Vi abbraccio forte”.